IMPIANTI ELETTRICI: OCCHIO ALLE SVISTE PIÙ COMUNI CHE FANNO DI TE UN FUORILEGGE PERSEGUIBILE PENALMENTE

Se c’è una cosa che mi fa riflettere parecchio è l’esecuzione degli impianti elettrici cercando di rispettare tutte le leggi e le norme in vigore. Non sto parlando solo di impianti complessi ma anche di quelli più semplici, come ad esempio negli appartamenti: sembrano i più facili da realizzare ma ogni volta è come se si rischiasse la galera.

Capisci cosa intendo? O non hai mai fatto caso al rischio che corri ogni giorno?

Tranquillo, non è mia intenzione spaventarti o fare il sapientone.

Magari, sette/otto anni fa, non avrei mai detto una cosa del genere… avrei detto l’esatto contrario e tu saresti stato d’accordo con me, o sbaglio?

Era bello fare gli impianti elettrici negli appartamenti: ti bastava essere un bravo tecnico per poter svolgere il tuo lavoro in santa pace.

 

Oggi la tua abilità prettamente tecnica non basta, devi saper fare benissimo almeno altre due cose:

1 – Avere la pazienza di Gandhi

2 – Evitare le sanzioni e la fedina penale sporca

 

Per quanto riguarda il punto 1, posso consigliarti qualche insegnante Yoga del profondo oriente che ti istruirà su come non mandare a quel paese il geometra o l’architetto di turno, ovvero, a rimanere tranquillo quando te le faranno girare come due eliche Ahahah : – )

Per quanto riguarda il punto 2, invece, ho deciso di svelarti, in questo articolo, alcune delle leggi e delle norme più insidiose e bastarde che hanno deciso di imporci negli ultimi anni senza il minimo preavviso.

Te le ritrovi improvvisamente come legge e sei obbligato a seguirle, ma, purtroppo, c’è il rischio che tu te ne accorga solo dopo aver fatto un danno.

 

Prenditi 5 minuti, metti la tazza di caffè sul tavolo e leggi quello che sto per dirti.

 

Già. Lo so… prima era bello!

Era bello quando potevi svolgere il tuo lavoro in totale autonomia e tranquillità.

Se hai già qualche capello bianco, sicuramente sai bene di cosa sto parlando… e un piccolo sorrisino malinconico sarà spuntato sul tuo viso.

Ah, nostalgia dei vecchi tempi! Prima eravamo liberi di agire, ci bastava seguire un minimo le norme, giusto quelle più importanti.

Ora, invece, dobbiamo stare attenti a qualsiasi cosa facciamo: siamo perennemente esposti al rischio di ricevere una sanzione o peggio… ci può scappare anche il penale!

Chi fa il “menefreghista” o “l’anticonformista” sicuramente non lo porterà da nessuna parte.

Ho una spiacevole notizia per te se stai pensando “EH, MA IO NON SONO MICA MENEFREGHISTA”: dopo aver letto questo articolo è molto probabile (probabile, non certo!) che ti renderai conto di aver ignorato alcuni aspetti fondamentali! Chiaro, non lo avrai fatto con un menefreghismo consapevole, ma si tratta di “un’ingenuità” che potrebbe costarti veramente tanto.

 

Detto questo, andiamo un attimino a ritroso e vediamo come si è evoluta questa situazione, per allinearci e per vedere dove siamo arrivati oggi.

 

Il primo cambiamento tangibile che mi viene in mente è quello relativo all’ex variante V3 della norma CEI 64-8, esatto, quella che è diventata l’attuale capitolo 37.

Questo è il capitolo che ti richiede di rispettare i requisiti minimi impiantistici:

– numero di prese

– numero di punti luce

– numero di circuiti

– almeno 2 differenziali

– ecc.

 

Si, lo so, è una norma che tratta di requisiti prestazionali e non di sicurezza, ne sono consapevole.

Ma tu sei consapevole che, in teoria, ti converrebbe rispettarla anche nel momento in cui il cliente ti sottoscrive una liberatoria?

Esatto, non è ancora ben chiaro se quella liberatoria rappresenti davvero una tutela in sede legale!

Quando il cliente non vuole spendere soldi, io sono il primo a dire che devi fartela sottoscrivere, ma la sicurezza che possa tutelarti legalmente l’avremo solo a seguito delle prossime sentenze della cassazione. Quindi occhio!

Intanto, se vuoi essere certo di non ritrovarti con delle conseguenze poco gioiose anche in termini di prestazione dell’impianto, ti converrebbe non considerare la liberatoria del cliente come un documento che possa darti la certezza della tua tutela al 100% (in sostanza: cerca di convincere il cliente a rispettare le dotazioni minime previste poi, se proprio non ci sente, allora fatti sottoscrivere questo patto in deroga).

 

Se questo aspetto riguardante la liberatoria risulta essere abbastanza insidioso, c’è n’è un altro che, nonostante ad alcuni possa sembrare ovvio, ad altri continua a sfuggire:

Se una norma è citata in una legge che ne impone l’applicazione, la norma deve essere rispettata OBBLIGATORIAMENTE.

No, non è un consiglio amichevole che sei libero di seguire o meno, sei tenuto e sei obbligato a rispettarlo.

Poi, ripeto, chi vuole essere “menefreghista” o “anticonformista”, può farlo, ma non dovrà arrabbiarsi quando gli capiteranno conseguenze inaspettate…

Fortunatamente so BENISSIMO che tu non rientri in nessuna di queste due tipologie di persona, diversamente non saresti qui a leggere questo articolo e informarti.

Oggi è necessario avere anche questo tipo di preparazione, perché sono svariate le norme e le guide CEI che sono diventate obbligatorie per legge.

e non ti basterà neanche conoscere a memoria la norma!

 

Mettiamo il caso, ad esempio, che tu sappia a menadito la norma CEI 64-8.

Cosa te ne fai se non hai la minima idea di cosa ti prescrive di fare la legge quando realizzi un impianto elettrico in un appartamento?

Bella domanda.

È come avere una macchina senza ruote… dove vai?

 

Ora facciamo insieme un gioco che ti permetterà di capire quanto sei preparato e quanto hai rischiato fino ad ora.

Sei pronto?

 

Bene… cominciamo! Dovrai rispondere in maniera sincera a tutte le mie domande.

 

1 –    Lo sapevi che, in relazione alla fibra ottica, la legge 164/2014 e il DPR 380/2001 rende obbligatorie la CEI 306-2, la CEI 64-100/1, la CEI 64- 100/2 e la CEI 64-100/3? E soprattutto: lo sai quali sono i casi in cui sei obbligato a predisporla?

 

2 –    Lo sapevi che, in relazione agli impianti TV, il DM 22/01/2013 rende obbligatoria l’applicazione della guida CEI 100-7? E sai cosa prescrive questa guida?

 

3 –    Lo sapevi che ci sono dei requisiti che devi rispettare subito a valle del contatore di energia? Ad esempio:

 

 

  • Sai qual è il potere di interruzione corretto degli interruttori? (non dirmi “4500A” oppure “6000A per la fornitura monofase” perché le risposte non sarebbero esatte…)

 

  • Sai quando serve l’interruttore generale?

 

  • Sai se devi mettere il magnetotermico e/o il differenziale a protezione del montante?

 

  • Sai se puoi fare un montante più lungo di 3 metri senza proteggerlo?

 

  • Sai quanti cavi puoi collegare nel contatore?

 

Le risposte a queste domande sono tutte indicate nella norma CEI 0-21, anch’essa obbligatoria secondo svariate delibere dell’ARERA (ex AEEGSI).

Se hai risposto con un bel “SI” secco, non può farmi che piacere… anzi, mi farebbe piacere sapere che, oltre a conoscerle, avessi modo di rispettarle in ogni lavoro.

Realizzare un impianto senza sapere cosa c’è scritto in queste norme, equivale a infrangere svariate leggi e rischiare di dover affrontare eventuali processi e pagare salate sanzioni.

Un vero professionista DEVE trovare la pazienza per studiare, considerando i grossi rischi in cui potrebbe incorrere se non conoscesse questi argomenti!

Lo so che potrebbero suonarti “vagamente noiosi”, ma immagina quanto ti possono salvare il culo (perdona il francesismo) se tu li conoscessi davvero tutti e li applicassi come Dio comanda, anzi, come legge comanda.

 

Quindi, mio caro amico, mettiti l’anima in pace perché non abbiamo ancora finito…

 

4 –    Lo sapevi che devi predisporre un punto ricarica per un futuro veicolo elettrico? (chissà se questo ti era sfuggito). Lo dice la legge 257/2016. In tal caso devi applicare il capitolo 722 della norma CEI 64-8 che prescrive determinati requisiti… a moltissimi ancora sconosciuti!

 

5 –    Lo sapevi che se l’appartamento è destinato a disabili devi:

 

 

  • capire se considerare il luogo a maggior rischio in caso di incendio a causa dell’elevato tempo di sfollamento?

 

  • capire a questo punto se applicare il capitolo 751 della norma CEI 64-8?

 

  • dare almeno una letta di massima alla specifica tecnica CEI TS 64-21 “impianti adeguati all’utilizzo da parte di persone con disabilità o specifiche necessità” (riguarda anche altre casistiche, ad esempio cecità, sordità, anzianità, ecc.)?

 

 

Non è mia intenzione metterti in difficoltà, né tantomeno farti cascare le palle sul pavimento… per questo non voglio annoiarti oltre e mi limiterò a porti unicamente altre due domande fondamentali, dopodiché capiremo se stai lavorando davvero bene o se rischi di essere fra quelli che presto o tardi potrebbero trovarsi in situazioni per nulla piacevoli.

 

Non credere che potrai scampartela 10 volte su 10.

Con l’avvento degli obblighi legislativi inerenti alle norme, potrebbe aumentare anche l’accuratezza dei controlli, quindi, continuando a perseverare, la possibilità di incappare in queste situazioni spiacevoli è  sempre più probabile.

 

“Eh ma dei controlli ne fanno pochissimi!” starai pensando.

 

E’ vero. Per ora è ancora così, ma le cose è presumibile che cambieranno con il decreto che andrà a sostituire il DM 37/08.

E comunque anche oggi, nel malaugurato caso in cui succeda qualcosa sul tuo impianto, dopo si che farebbero un controllo e per giunta molto approfondito!

 

Se non rispetti tutti questi obblighi, per qualche volta ti potrà andare bene, ma la fortuna non sarà sempre lì a proteggerti.

Di fronte alla legge sai che non funziona così.

 

 

Andiamo avanti, c’è un’altra chicca in arrivo…

 

6 –    Hai mai sentito parlare della CEI 205-18? È la guida che spiega come applicare la norma UNI 15232 riguardante i sistemi di automazione degli edifici con particolare riferimento al risparmio energetico (DM 26/6/2015).

 

Ecco, lo sapevo…

 

Questa può averti messo seriamente in difficoltà… se non lo sai, ecco di cosa parlo, voglio essere buono con te:

 

 

(…rullo di tamburi…)

 

GLI EDIFICI NON POSSONO PIÙ ESSERE ENERGIVORI – Per non essere energivori, è necessario che realizzi impianti che garantiscano un fabbisogno di energia basso, ad esempio per l’impianto di illuminazione.

 

A proposito di questo, devi stare esageratamente attento.

 

In alcune regioni d’Italia, in cui la norma nazionale è stata recepita in modo più restrittivo, addirittura NON è più possibile realizzare impianti di illuminazione all’interno degli appartamenti che non siano gestiti da un impianto di automazione bus!

 

Probabilmente questa può essere definita una vera e propria ciliegina sulla torta: ci sono leggi che ti prescrivono di fare la domotica non solo negli edifici non civili ma anche negli appartamenti (per fortuna attualmente solo in alcune regioni). Ci tengo a precisare che in questo caso con “domotica” Intendo Building Automation, ovvero, impianti che svolgono regolazioni BACS (Building Automation Control System di cui alla norma UNI 15232) e non la classica domotica che hai maneggiato fino ad oggi. Quella non va più bene per il rispetto del DM 26/6/2015.

 

7 –    Sapevi che nei nuovi edifici e nelle ristrutturazioni importanti devi realizzare un impianto di produzione di energia da fonti rinnovabili? Lo impone il D.Lgs 28/2011, che in certe regioni di Italia è addirittura più restrittivo e ti prescrive di realizzare impianti di potenza maggiore di quella prevista nel decreto nazionale.

Puoi adempiere, ad esempio, realizzando un impianto fotovoltaico o eolico o di microcogenerazione, ecc.

L’importante è che tu sappia quali sono le differenze delle varie tecnologie e quali conviene proporre in quel determinato caso.

 

Per oggi credo che tu ne abbia avuto già abbastanza, ma dimmi una cosa…

A quante di queste domande la tua risposta è stata un “SI” certo? (non mentire)

 

So che, probabilmente, la percentuale non sarà il 100%, come sono certo del fatto che tu sia consapevole che, magari, qualcuna di queste leggi la conoscevi già, ma che ce ne sono altre, tante altre, che ti sfuggono e che potrebbero essere la causa di seri provvedimenti.

 

 

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Alessio Piamonti

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15 commenti riguardo l'articolo “IMPIANTI ELETTRICI: OCCHIO ALLE SVISTE PIÙ COMUNI CHE FANNO DI TE UN FUORILEGGE PERSEGUIBILE PENALMENTE

  1. Come dico sempre non si smette mai di imparare, soprattutto perche le norme cambiano di continuo e il tempo a disposizione è sempre meno per riuscire a leggere o a partecipare a dei corsi.
    Per fortuna che ci pensa Alessio

  2. SI, in realtà quando si progetta un impianto, si devono considerare una infinità di parametri, ma noi ingegneri siamo davanti a un computer e con una buona dosi di pazienza proviamo a fare un buon lavoro. Comunque ci sono molte provabilità di avere sbagliato o dimenticato qualcosa.
    Immagino i problemi di un installatore che ci prova a fare un impianto senza avere un progetto in mano anche se fossi solo un mini appartamento.

    • Grazie!
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  3. Bene o linea generale ma occhio!!! Le norme non sono obbligatorie! È obbligatoria la regola dell’arte l. 186/68. Chi segue le norme cei non ha semplicemente l’onere di dimostrare di aver eseguito un impianto a regola d’arte.

    • Le norme e le guide non sono obbligatorie salvo che non siano citate come regola tecnica di riferimento in alcune leggi.
      L’articolo parla prorpio di questo ovvero di quali sono alcune delle prescrizioni obbligatorie per legge nell’esecuzione degli impianti elettrici.

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