Autofficine

Le Autofficine sono quei luoghi in cui il meccanico fa degli interventi sugli automezzi. Non vanno confuse con le autorimesse che alla fine sono solo dei posteggi per le auto.

Quando il meccanico inizia però a “pistolare” nei circuiti di carburante, specie se a benzina, a metano o a GPL, ci può essere il pericolo d’esplosione a causa proprio dei vapori che possono svilupparsi.
Il gasolio non crea invece grossi problemi in quanto evapora ad una temperatura superiore a 55°C e difficilmente possiamo trovarlo ad una tale temperatura (ad es. potrebbe essere il caso di una cisterna sotto al sole cocente estivo, anche se non è poi così scontato che il gasolio arrivi ad una tale temperatura).

Vediamo quanto ne sai di gas infiammabili 😉

Il metano sappiamo che va in alto e il GPL sappiamo che va in basso.

E i vapori della benzina? Vanno in alto o in basso?

Vanno in basso.

Ecco perché nelle autofficine difficilmente vedi ancora la fossa. Questa, infatti, si può riempire di vapori infiammabili e… boom!

Può verificarsi un’esplosione.

E indovina un po’… Cosa può essere causa di innesco di un’esplosione? Esatto, il tuo impianto elettrico!

Vediamo quindi come la norma classifica le autofficine e cosa puoi fare per tutelarti.

Secondo la guida CEI 31-35/A, le autofficine si suddividono in due categorie: Categoria A e categoria B.

In quelle di categoria B si effettuano interventi sui circuiti dei carburanti e si effettuano lavorazioni a caldo. In genere sono le più comuni ed anche le più pericolose.

 

La norma impone regole comuni sulla realizzazione degli impianti elettrici per le autofficine e, all’art. GF-2.2.3 “Condizioni particolari per i luoghi di riparazione di categoria B”, elenca le prassi che il gestore deve seguire per far sì che non si creino luoghi con pericolo d’esplosione.

Ma tu sei l’elettricista e quindi starai pensando: “non sta a me sapere se il gestore rispetta o meno quanto indica la guida, io devo solo fare l’impianto elettrico”.

Ti conviene invece sapere cosa indica! E adesso capirai perché.

Ipotizza che ci possa essere il pericolo d’esplosione e tu hai realizzato un impianto tradizionale… potrebbero davvero essere uccelli per diabetici (cazzi amari).

Se avvenisse un’esplosione, anche non causata dal tuo impianto elettrico, sarai comunque tirato in ballo. Si perché non è semplice determinare l’origine dell’innesco di un’esplosione e in caso di dubbio, la colpa viene data ad una causa elettrica.

Ti ricordi quando il 29 giugno 2009 ci fu l’esplosione del treno che trasportava GPL a Viareggio?

Ad un’intervista al telegiornale, l’allora presidente del consiglio Berlusconi, disse che l’esplosione scaturì per l’innesco di una scintilla della candela di un motorino che passava di lì (quindi una causa elettrica). Si, ok, di minchiate ne ha dette tante ma non voglio fare politica. Quello che intendo dire è che in caso di incertezza, c’è la tendenza a dare la colpa all’impianto elettrico.

 

 

 

“Ha preso fuoco un capannone!”

“Ah, sarà stato un cortocircuito…”

 

 

Non sarebbe male quindi che ti tutelassi. E’ semplice, basta che prima di realizzare l’impianto, ti fai sottoscrivere dal gestore dell’autofficina l’impegno a seguire ciò che indica la guida CEI 31-35/A.

Ad esempio questa stabilisce che, se avvengono operazioni di riempimento e svuotamento dei serbatoi di carburante, devono essere eseguite da persone addestrate ed in condizioni di sicurezza e che in caso di perdite di carburante devono essere prese, con la massima sollecitudine, le opportune precauzioni per eliminare i rischi connessi (ad es. con l’inertizzazione della pozza di benzina, tramite sabbia).

 

Se il committente non ti sottoscrive il rispetto delle varie condizioni indicate nella CEI 31-35/A, occorre valutare il rischio esplosione e potresti trovarti ad dover realizzare l’impianto elettrico di conseguenza, ad esempio un impianto ATEX (come si diceva una volta, devi fare un impianto antideflagrante).

 

Spesso anche i progettisti elettrici ignorano questi aspetti e non fanno sottoscrivere nulla al committente.

In caso di infortunio graveranno così delle responsabilità anche sull’installatore che non c’entra nulla, ma che non si è tutelato.

Tu vuoi tutelarti e conoscere le basi delle norme elettriche?

 

Immagino che la tua risposta sia “ASSOLUTAMENTE SI!”

Bene, allora continua a leggere cosa ho da dirti.

 

Quali sono le condizioni che devi farti sottoscrivere prima di fare un impianto elettrico in un’autofficina?

Come ho detto prima, la guida CEI 31-35/A, art. GF-2.1, suddivide le autofficine in due categorie:

  • Categoria A: autofficine nelle quali non si interviene sui circuiti dei carburanti, inoltre non sono presenti fosse e non si eseguono lavorazioni a caldo, cioè non si hanno temperature tali da innescare l’atmosfera esplosiva, come ad esempio in una saldatura.
  • Categoria B: tutte le altre autofficine.

Se ti va di approfondire quali sono queste condizioni, puoi leggere le seguenti righe.
Lo so che potrebbero sembrarti un po’ noiose e non sempre abbiamo tempo di leggere, ma per questa volta, se proprio non hai tempo, puoi ritenerti fortunato.
Si, perché ho un regalo per te…

Ti basterà andare a fondo pagina, cliccare su “Approfondisci l’argomento” e lasciare i dati nella finestra che apparirà.
Ed io ti invierò gratuitamente il format da farti sottoscrivere dal tuo committente ogni volta che ti capita di eseguire un impianto in un autofficina così potrai tutelarti.
E poi non dire che non sono buono!

Se invece hai tempo, puoi leggere anche la parte noiosa qui sotto…

 

GF-2.2.1 riguarda le condizioni generali per tutte le autofficine

Il carburante usato dagli autoveicoli deve essere uno di quelli sotto indicati o una loro combinazione (veicoli ad alimentazione mista o ibridi):

  • Benzina
  • Gas di petrolio liquefatto (GPL);
  • Gas naturale compresso (GNC).

 

Se si esclude il lavaggio delle parti di motore di cui al GF-2.2.3. d) i carburanti ed eventualmente anche il gasolio, non devono essere scaldati o nebulizzati. Negli autoveicoli dotati di impianto GNC o GPL si escludono perdite nei circuiti di alta pressione.

Devono essere attuate e mantenute le prescrizioni riportate nel DPR 151/11 con particolare riferimento all’efficacia della ventilazione sia naturale sia, quando richiesta, artificiale.

Il certificato prevenzione incendi (CPI) viene rilasciato per le autofficine di superficie maggiore a 300mq. La presenza del certificato prevenzione incendi garantisce, in genere, l’attuazione delle prescrizioni di cui sopra.

Gli autoveicoli non sottoposti a riparazione devono essere ordinariamente a motore spento e con dispositivo di avviamento (es. chiave) disinserito o nella posizione di riposo.

Gli eventuali carica-batterie devono essere posizionati in zona aerata come prescritto dalle relative norme.

Le eventuali sostanze infiammabili, oltre al carburante contenuto nel serbatoio degli autoveicoli, devono essere in quantità non significative ai fini della formazione di atmosfere esplosive (Vedi la norma CEI EN 62485-3).

Si ricorda che l’olio lubrificante, se non riscaldato al di sopra della sua temperatura d’infiammabilità (generalmente maggiore di 200°C) non presenta pericolo d’esplosione.

 

Devono essere rispettate le disposizioni legislative applicabili con particolare attenzione ai seguenti punti:

  • formazione del personale, che deve essere adeguatamente istruito e avvertito dei pericoli che le lavorazioni comportano;
  • dotazione al personale delle attrezzature idonee;
  • frequente esecuzione della pulizia dei luoghi di lavoro;
  • opportuno raffreddamento delle parti calde dell’autoveicolo prima di eseguire qualsiasi intervento;
  • assunzione di ogni ordinaria cautela contro la permanenza di pozze di carburante (benzina) fuoriuscito accidentalmente nei luoghi di riparazione, come per esempio una costante presenza dei mezzi per la loro neutralizzazione (es. sabbia, sostanze inertizzanti);
  • scollegamento ogniqualvolta possibile, del morsetto negativo della batteria prima di eseguire lavorazioni o saldature elettriche;
  • divieto di avvicinarsi alle batterie con fiamme libere o possibili fonti di scintille;
  • divieto di mettere a contatto il combustibile o sostanze infiammabili con superfici calde (es. collettori di scarico);
  • garanzia di una sufficiente aerazione per miscelare con l’aria eventuali gas, vapori o nebbie, presenti nell’atmosfera dell’ambiente;
  • divieto di fumare;
  • rispetto delle istruzioni dei fabbricanti, ove presenti.

 

GF-2.2.2 Condizioni particolari per i luoghi di riparazione di categoria A

Nelle autofficine di categoria A, oltre alle condizioni generali di cui in GF-2.2.1, devono essere soddisfatte le seguenti condizioni:

  • non devono avvenire operazioni di riempimento e svuotamento dei serbatoi di carburante.
  • non devono accedere autoveicoli con evidenti perdite di carburante senza l’esplicita autorizzazione del responsabile dell’officina, il quale deve adottare le opportune precauzioni per eliminare i rischi connessi, ad esempio intervenire con mezzi per la neutralizzazione delle perdite e delle eventuali pozze.

 

GF-2.2.3 Condizioni particolari per i luoghi di riparazione di categoria B

Nelle autofficine di categoria B, oltre alle condizioni generali di cui in GF-2.2.1, devono essere soddisfatte le seguenti condizioni:

  • Se avvengono operazioni di riempimento e svuotamento dei serbatoi di carburante, queste devono essere eseguite da persone addestrate ed in condizioni di sicurezza. Nelle operazioni di travaso devono essere rispettate anche le regole generali della norma EN60079-10 (CEI 31-87) e quelle riguardanti i distributori di carburante;
  • In caso di perdite di carburante devono essere prese con la massima sollecitudine le opportune precauzioni per eliminare i rischi connessi;
  • Le lavorazioni sui circuiti dei carburanti e le lavorazioni a caldo devono essere eseguite in condizioni di sicurezza da persone addestrate;
  • Il lavaggio di parti di motore con utilizzo di sostanze infiammabili deve essere effettuato in apposito macchinario dotato di aspirazione o in apposite vasche munite di coperchio apribile posizionate sotto una cappa di aspirazione opportunamente dimensionata.

Tale aspirazione deve proseguire fino alla chiusura del coperchio della vasca. Il macchinario o la vasca devono essere ubicati in zona aerata, lontano da fonti di calore, archi o scintille.

  • Per l’esecuzione di riparazioni che interessino specificatamente il circuito alta pressione (a monte del riduttore di pressione) di autoveicoli che utilizzano carburante GPL o GNC, l’accesso deve avvenire con serbatoi (bombole) praticamente vuoti e le relative valvole di intercettazione chiuse;
  • In presenza di fosse deve essere realizzato un sistema di aerazione artificiale mediante estrazione dell’aria, dimensionato per assicurare almeno 50 ricambi/ora del volume libero interno. Prima del posizionamento dell’autoveicolo sulla fossa, deve essere effettuato un “lavaggio” con almeno 5 ricambi del volume interno della fossa. Gli autoveicoli non devono sostare sopra la fossa e devono rimanere sopra la stessa solo per il tempo strettamente necessario alle operazioni di riparazione.

 

Clicca su “approfondisci l’argomento” a fine articolo e inserisci i dati nella finestra che compare per ricevere gratuitamente il format da farti sottoscrivere dal tuo committente ogni volta che ti capita di eseguire un impianto in un autofficina così potrai tutelarti.

 

Alessio Piamonti

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