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Oggetto:
DIFFERENZA TRA NORME E GUIDE CEI
15 Marzo 2024

Ciao Alessio,

ti scrivo perché ho un dubbio e vorrei capire se sono un po' ignorante io... o se c’è qualcosa che non va. Ponendo una domanda sulla norma CEI 64-8 e sulla guida CEI 64-50 riguardante le altezze di prese ed interruttori in un gruppo di elettricisti di cui non faccio il nome, sono rimasto perplesso dalle risposte di due utenti. Ti spiego:

1.     Quando ho fatto presente che la norma va seguita, sia per essere tutelati, ma anche perché pur non essendo obbligatoria vige la Legge n.186 del 1° marzo 1968, mi è stato risposto letteralmente: "E con ciò? La legge prescrive e non obbliga.. le altezze le decido io".

2.     Un secondo utente insiste nel dire che se l'impianto lo certifica lui, le altezze le decide lui, senza seguire alcuna norma, guida o progetto. In sintesi, perché è lui che ha la responsabilità.

Detto questo, vorrei soffermarmi sulla differenza tra norme e guide CEI, chiedendoti cosa ne pensi di questa differenza, dove si fermano eventuali obblighi e dove si può fare "come ce pare"!

 
 
Alessio Piamonti

Come ben sappiamo, una norma ha un valore maggiore di una guida.
Questo è vero a meno che la guida non sia citata in una legge che ne faccia assumere un carattere di regola tecnica (e di guide così ce ne sono più di una).
Esistono poi anche delle specifiche tecniche che possiamo dire abbiano valore pari (o addirittura inferiore) alle guide.

Fatta questa premessa, vediamo un po’ come stanno le cose.

Riguardo alle altezze dei componenti ricordiamoci che:

?? La norma CEI 64-8 raccomanda (non obbliga) delle quote installative (art. 537.5.2 e 752.55.1).

Ad esempio dice che le prese a parete non vanno montate ad altezza inferiore a 17,5 cm dal pavimento.


?? La guida CEI 64-50 all'art. 2.9.1 raccomanda ulteriori altezze.


?? La specifica tecnica 64-21 prescrive, raccomanda e consiglia alcune altezze per certi componenti. Attualmente però tale specifica è di applicazione facoltativa quindi, anche laddove prescriva un’altezza, è da ritenersi non perentoria.


?? Il DM 236/89 prescrive (ovvero obbliga) determinate altezze in caso di persone con handicap motori.


Sappiamo che la legge 186/68 impone di realizzare gli impianti elettrici a regola d’arte ed ci indica che se seguiamo le norme CEI, i nostri impianti sono da ritenersi a regola d’arte.
Se invece non vengono seguite le norme, occorre dimostrarla questa regola d’arte. E non è detto sia sempre facile...

Quindi… che siano prescrizioni, raccomandazioni, o anche solo consigli, quando è possibile, conviene seguire le indicazioni delle norme, delle guide ed al limite anche quelle delle specifiche tecniche. Questo vale come linea guida generale e deve per lo meno essere seguita quando si parla di indicazioni che in qualche modo riguardano la sicurezza delle persone e la continuità di servizio dell’impianto.

Diversamente è possibile che arriverà un giorno in cui dovremmo preoccuparci di dimostrare la rispondenza alla regola d’arte.

Il post che riporto di seguito fornisce due chiari esempi su questo argomento. In particolare spiega:

1) Come non seguire le indicazioni di una guida, può portare a realizzare impianti NON a regola d’arte

2) Quanti sfigati ci siano ancora in giro nel nostro settore

https://www.facebook.com/groups/513800165491904/permalink/848284802043437/

 
 

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