Elettricista che cerca di scegliere componenti elettrici

LA CORRETTA SCELTA DEI COMPONENTI ELETTRICI

In questo articolo ti spiego una cosa che può sembrarti banale ma che in realtà è fondamentale se vuoi salvaguardare la tua professione di elettricista:

la corretta scelta dei componenti elettrici.

Sto parlando della scelta dei componenti elettrici che installerai nell’impianto elettrico che stai realizzando.

❓Perché è così importante❓

Perché sbagliare la scelta dei componenti elettrici è deleterio. E non mi riferisco solamente al rischio di un mal funzionamento dell’impianto ma, peggio ancora, che questo possa andare a fuoco.

Per non parlare poi dei rischi a cui può essere sottoposto il cliente che, a causa delle tue scelte azzardate, può addirittura rimanerci secco

Al di là dell’aspetto deontologico che ricopri con il tuo mestiere di elettricista, ovvero la salvaguardia della pubblica incolumità, c’è un’altra condizione a cui può inesorabilmente condurti una sbagliata scelta dei componenti elettrici.

Mi riferisco al fatto di ricevere delle contestazioni e, di conseguenza, di perdere in un solo attimo tutta l’autorità che ti sei creato con anni di studio, di impegno, di fatiche e di sudore sulla fronte.

Fare l’elettricista è una missione ancor prima che un mestiere.

Immagino vorrai evitare di fare cagate che possano compromettere la sicurezza delle persone e la tua professionalità, quindi andiamo a capire, innanzitutto, cosa dice la norma.

Cosa dice la Norma sulla scelta dei componenti elettrici?

NORMA CEI 64-8 Art. 511.1

Ogni componente elettrico deve essere conforme alle prescrizioni di sicurezza delle Norme CEI che lo riguardano e deve essere installato in accordo con le prescrizioni della presente Norma (CEI 64-8) e con le istruzioni fornite dal costruttore, tenendo conto in particolare delle condizioni ambientali.

NORMA CEI 64-8 Art. 13.3.1

Tutti i componenti elettrici utilizzati negli impianti elettrici devono essere conformi alle prescrizioni di sicurezza delle Norme CEI che sono loro applicabili.

Come vedi la norma ti impone diverse cose:

  1. Di rispettare le prescrizioni della norma stessa (questo significa che devi conoscere cosa c’è scritto altrimenti come diavolo fai a rispettarla?)



  2. Di fare attenzione alle condizioni ambientali (se devi installare un componente sotto la pioggia, sarà meglio abbia un adeguato grado di protezione, concordi?)



  3. Rispettare le istruzioni fornite dal costruttore (ad es. non puoi installare certi componenti ad un’altitudine superiore a 1.000 m)

Voglio che tu ponga l’attenzione su un aspetto che ti permetterà di evitare installazioni palesemente non a regola d’arte solo perché hai sempre agito seguendo ciò che ti dicono altri “elettricisti”.

È solo un esempio, ma fai attenzione.


Se hai un componente che non può essere installato all’esterno, poco importa che abbia un grado di protezione IP66: quel componente all’esterno non glielo puoi mettere. Fine.


Il grado di protezione non è infatti sufficiente per installare un componente all’esterno! Devi avere anche la certezza che il costruttore non ti dica che quel componente è solo “ad uso interno”.


Può capitare, fidati… lo abbiamo contestato ad un installatore in una delle nostre tante perizie sugli impianti elettrici.


Andiamo oltre e proviamo a capire, con un altro esempio, su cosa ti conviene porre attenzione.



Guarda l’immagine seguente.

Questi morsetti serrano dei cavi con il rame non serrato direttamente. Puoi infatti vedere che è stato inserito nei puntalini a tubetto.


Sicuro vada bene?

Sono certo sarai d’accordo con me nell’affermare che il lavoro sia pulito, ma sono anche certo che tu non sappia rispondere senza nessun margine di incertezza alla domanda: “è un installazione a norma?”.

Non posso che assecondare i tuoi dubbi perché le norme, spesso, non sono chiare e lasciano adito ad interpretazioni che, inesorabilmente, si ripercuotono su di te che hai effettuato una determinata scelta.

In questo caso non si può considerare il lavoro a regola d’arte perché:


La norma non richiede l’inserimento dei cavi nei morsetti con capicorda o tubetti

Non è detto che il costruttore del morsetto conceda l’installazione di cavi con “terminali preparati” perché il morsetto potrebbe non essere in grado di serrare correttamente il cavo (magari non si sfila, ma ci può essere il rischio di surriscaldamento)


Non sempre il costruttore del tubetto ammette l’inserimento di tutti quei cavi

Cosa devi tenere conto nella corretta scelta dei componenti elettrici

A monte di qualsiasi scelta dei componenti elettrici dovresti prima porti un quesito:

“La norma e il costruttore dei componenti richiedono/proibiscono determinati accorgimenti?” ❓

In tutti quei casi in cui non sei certo della risposta prenderai una decisione basata su una tua scelta.

Una scelta che, inesorabilmente, comporta una responsabilità.

Ovviamente non puoi installare dei componenti elettrici in maniera non adatta al luogo di installazione, ma tutto ciò che va oltre a questa indicazione, sei tu che decidi se e come farlo.

In questo caso sei tu che decidi se mettere il tubetto su quei cavi e poi serrarlo nel morsetto.

Ne consegue che, laddove il costruttore taccia, sei tu che ti assumi la responsabilità di quella scelta.

Se la cassetta di derivazione prende fuoco, sei tu che a seguito di una perizia dovrai giustificare

perché hai agito in un determinato modo.

Se quello sopra è un esempio banale, te ne faccio un altro più comune partendo da una considerazione che spero conoscerai già: un sezionatore da 63 A non deve venire attraversato da più di 63 A.

Stessa cosa laddove hai un differenziale puro da 25 A: non ci devi far passare più di 25 A!

In sostanza i dispositivi vanno protetti dalle sovracorrenti, ma questo aspetto lo approfondiremo meglio nella guida che potrai scaricare a fine articolo.

Esaminiamo ora insieme, grazie all’utilizzo di un piccolo schema, un esempio pratico che potrebbe capitarti e capiamo insieme qual è la corretta scelta dei componenti elettrici in questo caso.

Esempi pratici per una corretta scelta dei componenti elettrici

Quando ti immergi nel complesso mondo della progettazione o dell’installazione dell’impianto elettrico, la corretta scelta dei componenti diventa una tappa fondamentale per garantire il funzionamento sicuro ed efficiente di un impianto.

Un esempio lampante di tale importanza emerge dall’immagine qui a fianco.

L’immagine rappresenta un interruttore generale da 40 A ubicato nel quadro contatori mentre nel quadro generale c’è un differenziale puro da 25 A (tralasciamo il fatto che non è corretto avere un solo differenziale, ora mi preme farti capire un altro concetto).

Come ti ho già detto, visto che il differenziale puro ha una corrente nominale di 25 A, attraverso quel differenziale non devono passare più di 25 A.

Mi pare molto semplice come concetto.

❓Qui è rispettata questa prescrizione❓

Siccome la somma dei magnetotermici a valle di quel differenziale è superiore a 25 A e il magnetotermico a monte è da 40 A, il rischio che il puro sia attraversato da più di 25 A è tutt’altro che remoto.

Questa è quindi un’installazione fuori norma, non a regola d’arte e pericolosa.

Se stai pensando che ci pensa il contatore a limitare la corrente, ti sbagli di grosso… Non è così.


Anche se avessi una fornitura da 3 kW, il contatore potrebbe erogare fino a 63 A per qualche minuto quindi quell’interruttore da 25 A verrebbe sovraccaricato.

L’ho già spiegato in altre occasioni e non sto a ribadirlo di nuovo. Mettiti semplicemente in testa che anche il piccolo contatore da 3 kW può lasciar passare fino a 63 A per alcuni minuti quindi non puoi considerarlo come una protezione valida.

Un concetto analogo capita quando ti trovi ad alimentare più apparecchi in una medesima stanza come la cucina o, più semplicemente, la lavanderia.

Non è infatti impossibile che il cliente richieda di poter alimentare sia la lavatrice che l’asciugatrice contemporaneamente.

In queste situazioni devi chiederti come affrontare correttamente l’alimentazione di questi due apparecchi (è più importante di quanto tu possa immaginare).

La prima soluzione sbagliata è quella di avere un circuito unico con un interruttore da 16 A nel quadro.

Così facendo è vero che garantisci un’adeguata protezione delle prese, ma non puoi usare lavatrice e asciugatrice insieme.

Quindi, se metti il tuo bell’interruttore da 16 A nel quadro, hai garantito la protezione delle prese (che hanno corrente nominale di 16 A) ma non hai soddisfatto le richieste del cliente.

Una scelta adeguata finché il cliente non ha necessità di avere contemporaneità. Se ti dice che userà solo la lavatrice o solo l’asciugatrice (una alla volta), puoi benissimo fare un circuito unico.

Installi quindi il magnetotermico da 16 A nel quadro, ci colleghi un bel cavo da 2,5 mm2 o 4 mm2, vedi tu, vai alla prima presa e infine arrivi alla seconda presa.

Nulla di più semplice.

Ma le cose semplici sono anche quelle meno prestanti.

Se il cliente ti chiede di utilizzare contemporaneamente la lavatrice e l’asciugatrice e tu non glielo permetti o se cambia idea e decide di usarle contemporaneamente nonostante ti avesse detto che non lo avrebbe fatto

e, peggio ancora, non ricorda di averti detto che non avrebbe mai utilizzato contemporaneamente i due elettrodomestici, è probabile ti fischieranno le orecchie…

Si, perché se gli scatta l’interruttore, penserà:

“Ma che impianto di merda mi ha fatto quello sfigato di elettricista?!”

Se vuoi garantire al cliente di poter fare lavatrice e asciugatrice contemporaneamente (al di là della potenza impegnabile disponibile) e se vuoi evitare che la sua memoria corta possa in qualche modo essere controproducente per la percezione di professionalità nei tuoi confronti, non puoi fare un solo circuito.

Devi farne due.

Se non fosse chiaro, vorrei ripeterti ancora una volta quello che prima era scritto fra le righe:

non puoi mettere un interruttore più grande.

Ho visto interruttori da 20 A per i circuiti prese.

Ma cazzo! Le prese sono solo da 16 A!

Se metti l’interruttore da 20 A, l’impianto non è a norma, non è a regola d’arte, è contestabile e soprattutto è pericoloso perché può prendere fuoco la presa.

Quindi, l’unica soluzione possibile, se vuoi alimentare lavatrice e asciugatrice in modo da usarle contemporaneamente, è fare due circuiti: due interruttori da 16 A, due linee con la sezione adeguata (che vada bene in base alla lunghezza, alla portata, ecc.) e due prese, una per la lavatrice e una per l’asciugatrice.

Conclusioni

Come avrai intuito leggendo questo articolo, la scelta dei componenti elettrici rappresenta una fase cruciale nell’installazione di un impianto.

Investire tempo ed energia in scelte adeguate può fare la differenza tra un impianto di successo e uno che potrebbe presentare problematiche a lungo termine.

Non tutte le scelte possono essere semplici per l’elettricista.

Ecco perché, se vuoi approfondire ulteriormente i principali criteri di scelta dei componenti elettrici ho messo a tua disposizione la guida di approfondimento gratuita che riceverai inserendo i tuoi dati nella finestra che compare alla fine di questo articolo.

Scarica la guida di approfondimento e fai un primo passo per assicurare un impianto elettrico sicuro e conforme alle norme facendoti percepire come un Professionista con la P maiuscola.

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Alessio Piamonti

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